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Il donatore nelle cause ambientali o animali

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donatore animalista ambientale tutela del lupo

Il donatore (o supporter) nelle cause ambientali o animali merita un discorso diverso rispetto a quello realizzato per il cliente pet e i suoi bisogni. Il donatore è, innanzi tutto, una persona che condivide una causa di valenza sociale o umana. Sceglie consapevolmente di attivarsi, economicamente, in favore dell’intenzione o del progetto. Non sta acquistando qualcosa, sta donando in fiducia, credendo nell’affidabilità, nel buon nome e nel buon utilizzo del suo investimento. A tutti gli effetti, un donatore è una persona che investe nel tuo progetto accettando di ricevere in cambio l’esperienza di aver contribuito a costruire un mondo migliore, seppur in minima parte. Spesso desidera, cerca ed è felice di trovare occasioni in cui il suo coinvolgimento diventa concreto al di là della transizione economica.

Queste sono le parole chiave su cui dovresti ragionare: investimento, esperienza, fiducia, coinvolgimento. Quando investe, sta dice: “Ti credo e mi fido“. Quando fa esperienza, ti conferma: “Sono pronto ad impegnarmi”. Se ha fiducia, ti dice: “Sono al tuo fianco, dimmi cosa devo fare“. Se si coinvolge, ti dichiara: “Ti porto nel mio mondo e non mi vergogno“.

Bisogni e motivazioni del donatore animalista/ambientalista

Sicurezza, appartenenza, stima, realizzazione: se guardiamo a Maslow, questi sono i bisogni a cui puoi fare riferimento. Se vogliamo scendere ancora di più in profondità, possiamo considerare anche il bisogno fisiologico traslato di respirare e vivere connesso con la salvaguardia dell’ambiente, la tutela degli alberi come fonte di vita (e molto altro ancora).

Le motivazioni che spingono un donatore ad abbracciare la causa ambientalista e/o animalista si possono rintracciare nella:

  • volontà di essere parte di un cambiamento,
  • concretizzare gli intenti di speranza e vita,
  • agire la responsabilità di modificare ciò che può essere cambiato attraverso le scelte personali
  • sostenere una causa di cui hanno avuto esperienza diretta

Cosa muove un potenziale donatore verso la donazione effettiva?

Le piccole associazioni, i rescue, i canili che vivono di donazioni ed impegno volontario dovrebbero sempre tenere a mente la delicatezza delle fasi di fundraising.

La donazione non è scontata o dovuta, nemmeno tra le fila dei volontari o dei dipendenti che lavorano per te. Il top sarebbe ottenere il 100% delle donazioni anche dai volontari e dai lavoratori oltre ai donatori sviluppati attraverso community online e attività di comunicazione/disseminazione offline. Questo potrebbe essere un obiettivo perseguibile lavorando sulla relazione e sulla qualità della vita nell’ambiente professionale (e qui si apre un altro grande filone tematico relativo la gestione del personale e dei talenti..).

La donazione nasce come conseguenza di accreditamento morale di valore agli occhi del potenziale donatore. Questo significa che l’ente si deve meritare la fiducia (economica e valoriale) e che questo merito passa attraverso un attento lavoro di relazione, comunicazione, trasparenza, coinvolgimento, continuità nel tempo.

Nel momento in cui il tuo ente riesce, nel tempo, a veicolare la sua forte mission unita a un fare quotidiano coerente, il donatore potenziale sarà sempre più motivato verso la donazione. Questo se, ovviamente, condivide questi valori e questi intenti. La costanza nell’agire, la coerenza nelle decisioni, la tracciabilità dell’utilizzo delle donazioni stesse in favore degli effettivi beneficiari, la riconoscibilità delle persone sono elementi altrettanto importanti nella tua strategia di raccolta fondi e comunicazione.

Le fasi che coinvolgono il donatore ambientale/animalista

Quando parliamo di donatore ambientale e/o animalista, parliamo di una persona sensibile ai temi dell’ambiente e degli animali per contatto diretto o per ideologia. Parliamo di una persona che si informa, che compara e che sceglie sulla base della propria percezione di onestà e qualità. Questo porta alla definizione di alcuni momenti clou:

  • Informazione: la persona può cercare informazioni o può venire coinvolta direttamente/indirettamente dal tuo flusso comunicativo e scegliere di entrare nel tuo mondo per saperne di più
  • Contatto: la persona decide di fornirti i suoi dati personali per comunicare con te attraverso messaggio diretto, form online, iscrizione a qualche evento, partecipazione anonima offline (il contatto è più soft ma stai seminando)
  • Decisione: dopo averti studiato oppure sull’onda di un’emozione empatica che la porta immediatamente nel circuito delle tue soluzioni e-commerce per stimolare la donazione, decide che meriti il suo denaro e che la tua causa è anche la sua.

Ognuna di queste fasi presenta criticità e momenti di attenzione all’interno dei quali è bene muoversi con consapevolezza. Disattenzioni o superficialità possono allontanare o vanificare la donazione così come la credibilità “agita” non può presentare crepe. Se, per esempio, la tua associazione è contro la vivisezione, di certo non puoi presentarti nelle interviste con pelliccia di visone vera. Questo esempio è estremo ma è calzante per mostrarti il livello di coerenza a cui dovresti puntare e che, comunque, le persone valutano senza che tu ne abbia sentore.

L’importanza di dire “Grazie!”

E’ un dettaglio però il: “Grazie!” fa la differenza nella relazione con il tuo donatore al pari del trattamento corretto dei suoi dati sia ai fini ella privacy, sia ai fini del fundraising futuro. Grazie è relazione. Vuol dire: “Ti ho visto, mi sono accorto di te, ho apprezzato il tuo gesto, ne avrò cura e so per che cosa hai donato”. Grazie è impegno. Significa: “Non sprecherò il tuo dono perché so che, a monte, c’è un sentimento di amore per la vita”.

Come può arrivare questo ringraziamento? Esistono software per l’invio automatizzato della classica e-mail di ringraziamento post transizione bancaria però puoi scegliere soluzioni personalizzate e più empatiche. La definizione della strategia di comunicazione per la gestione dei donatori sarà centrale nel tuo impostare l’area fundraising e le attività pratiche di routine (il “Grazie” è routine ma lo puoi rendere ugualmente speciale). E una volta che la transizione è stata accreditata sul tuo conto? Cosa succede quando il lascito ti è entrato oppure hai ricevuto la lista dei tuoi donatori 5×1000 con l’importo a te destinato? Il tuo lavoro non finisce qui.

Il donatore ambientale e animalista sa perfettamente che la donazione una tantum serve nel micro periodo e che i cambiamenti si generano con costanza nel tempo. Lo stesso dicasi per la tutela della fauna selvatica, delle specie protette, degli habitat a rischio. Il donatore lo sa di suo ma lo sa anche grazie alla tua narrazione costante, allo storytelling che avrai attivato per mantenere sempre alta l’attenzione, vigile la responsabilità e pronto l’impegno.

Storytelling per il donatore ambientale/animalista

Infine, il donatore vuole sapere dove e come vengono investiti i propri soldi. Vuole essere aggiornato. Per fidarsi, per curiosità e per senso di coinvolgimento. Escludere il donatore in questa fase è tagliarlo fuori in un momento in cui si sente ancora più vicino alla tua organizzazione, associazione o ente.

Se vuoi armonizzare le esigenze di comunicazione e raccolta fondi con la relazione del tuo donatore, contattami via e-mail a [email protected] per un preventivo personalizzato oppure valuta questo servizio con focus fundraising.