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I 4 cerchi del donatore

i 4 cerchi del donatore

Se ti stai avvicinando al fundraising, una delle prime informazioni con cui potresti venire a contatto è l’esistenza dei 4 cerchi del donatore. Si tratta di quattro livelli di vicinanza alla causa e al brand non profit, che trasformano un utente “ignoto” in donatore o grande donatore. Fare fundraising è tenere sempre in alta considerazione questi cerchi; per ognuno, vanno studiate strategie di comunicazione ad hoc.

Gli elementi base nella relazione con il donatore

Una persona diventa donatore quando è mosso da una condivisione di valori, da una motivazione seria e da una necessità dei servizi offerti dalla non profit stessa. Questi tre livelli di “movimenti” portano le persone a muoversi in maniera liquida verso l’associazione e, soprattutto, la causa che sostiene. Il donatore può donare per l’associazione in sé ma, soprattutto, per la causa che sostiene e il suo impegno economico diventa un gesto di adesione molto concreto verso un’ideale e una speranza. Ogni donatore che ha già contribuito alla causa può “salire di grado” e cioè può incrementare la quantità di denaro elargita, la frequenza e la vicinanza alla causa e associazione stessa.

La causa: l’elemento centrale della strategia di fundraising

La “buona causa” è la serie di interessi a cui l’organizzazione non profit si applica per un’esigenza sociale sentita come importante. Viene chiamato “il caso” quell’elemento più circoscritto che coinvolge motivazioni, quindi sostegno e fiducia. Per ogni “buona causa” esiste “un caso”.

Per esempio la “buona causa” potrebbe essere la riduzione della fame nel mondo, il caso potrebbe essere il nutrimento dei neonati in una zona specifica delle favelas Argentine. Il donatore donerà perché condivide l’intento di ridurre la fame nel mondo ma, soprattutto, perché troverà un elemento concreto, “più vicino” e “raggiungibile”, che potrà sostenere perché ne vedrà delineati i contorni. Come in tutte le attività di fundraising, il perché costituisce l’elemento “di movimento” più importante.

I 4 cerchi del donatore

Esistono quattro livelli di vicinanza della persona alla causa.

Nel primo cerchio, quello più vicino alla causa stessa, troviamo il management dell’associazione/ente non profit e i grandi donatori. Sono le persone che decidono, che danno indirizzo e che sostengono, economicamente (ma non solo!), la causa. Mettono a patrimonio comune conoscenze, contatti, collaborazioni, strumenti affinché sia possibile raggiungere il risultato.

Nel secondo cerchio troviamo gli ex partecipanti, i clienti cioè le persone che usufruiscono dei servizi dell’associazione stessa, i volontari. Il fatto che una persona non sia più all’interno di un’associazione non significa che smetterà di credere alla causa e di sostenerla. Dipende da molti fattori relazionali e valoriali. I volontari e i clienti sono le persone che hanno un approccio diretto con le conseguenze della causa e cioè, da una parte, con il fare concreto e, dall’altra, con il beneficio promesso. La gratitudine, il riconoscimento di coerenza tra il dire e il fare, l’amore sono sentimenti che muovono il fundraising.

Il terzo cerchio è composto da persone esterne all’associazione ma con interessi simili. Per esempio, nel caso della nutrizione neonatale nelle favelas in Argentina, persone esterne con interessi simili potrebbero essere le persone interessate alla salute nell’infanzia, ai bambini e alla loro educazione, alla relazione mamma-bambino etc.

Il quarto cerchio è l’universo di riferimento, il mercato a cui ci si rivolge e cioè a tutte le persone che sono genericamente interessate alle cause sociali.

Il ruolo della comunicazione e i 4 cerchi del donatore

I 4 cerchi del donatore sono strettamente collegati con la comunicazione interna ed esterna. Il caso, per esempio, richiede la stesura di un documento interno ed esterno.

Nell’esterno correda, amplia, diffonde a mezzo stampa e web gli intenti, le motivazioni, gli approcci, gli obiettivi, le azioni in maniera divulgativa e comprensibile per il quarto e terzo cerchio.

Nell’interno, invece, viene utilizzato per la costruzione di progetti ad hoc per richiedere finanziamenti, partecipare a bandi o accedere ad opportunità di rete.

In entrambi i casi deve essere palese la motivazione che muove l’associazione verso la buona causa e il caso nonché il perché fondamentale che sottende ad ogni azione.

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