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Come fare (bene) raccolta fondi per rescue

raccolta fondi rescue

Il pensiero fisso di molti volontari dediti al salvataggio degli animali è come fare (bene) raccolta fondi per il proprio rescue. Ed è un pensiero importante perché sottende impegno, responsabilità, trasparenza, relazione, cura e amore. Ma, purtroppo, in tantissimi casi, le buone intenzioni si scontrano con un agire sempre e solo sull’esigenza del momento del singolo “caso disperato”. E la raccolta fondi per il rescue si tramuta in una mera richiesta di invio denaro alla PostePay del volontario, che poi documenterà con le foto via Facebook le spese (forse). E così, cane dopo cane, il meccanismo di richiesta si ripete senza progettualità, senza strategia e, soprattutto, senza ricevute.

Le fondamenta di tutto questo nascono sostanzialmente nell’ignoranza di chi dona con cuore: la donazione al mondo non profit può essere deducibile ai fini fiscali ed è per questo che la ricevuta, a fronte della donazione, riveste un ruolo così importante (oltre che l’essere un attestato di legalità e professionalità).

Fare raccolta fondi è una cosa seria, normata: quello che in tanti fanno non è fundraising, è chiedere soldi. Che può produrre anche un signor circolo di entrate non tracciate dal fisco e che sicuramente aiuta tanti animali. Però, da un punto di vista formale, fiscale e strategico si può (e si dovrebbe!) lavorare meglio. Agendo in maniera strategica, si può ottenere di più e, soprattutto, si può lavorare su prassi consolidate a norma. Vediamo come fare, in maniera semplice e legale, raccolta fondi per il tuo rescue.

La differenza fra raccogliere soldi e fare fundraising

La differenza è sostanziale e professionale: fare fundraising vuol dire avere un progetto costituito da una buona causa, da un piano marketing, un piano di comunicazione, una gestione ottimizzata e strategica del donatore. Significa gestire la relazione con il donatore su quattro livelli specifici e con strumenti idonei per incentivare, incrementare e giustificare le donazioni nel tempo.

Lo si può fare anche se si è piccoli, se si è in pochi e se si è solo agli inizi. Basta un Word, un Excell, un conto in banca su cui far transitare le donazioni e una presenza digitale usabile, credibile e trasparente per l’utente. Da qui, si può costruire il mondo. Se si vuole lavorare in maniera seria. Tutto il resto non è professionale e non è fundraising.

Normativa italiana sulle donazioni in denaro non tracciate

Secondo il Codice del Terzo Settore, le agevolazioni fiscali per le donazioni delle persone fisiche sono di due tipologie. Le persone fisiche possono infatti scegliere se:

  • detrarre l’importo (per un massimo di 30.000 euro di donazione) al 30%, oppure
  • dedurre l’importo donato senza limite assoluto ma entro il 10% del reddito complessivo dichiarato.

Tra tutti gli enti, le Organizzazioni di Volontariato possono inoltre far applicare ai propri donatori una detrazione del 35%, sempre per un massimo di 30.000 euro di donazione.

Inoltre:

  • non sono deducibili né detraibili i versamenti effettuati come quote sociali
  • non sono deducibili o detraibili le donazioni non tracciate e effettuate in contanti (lo sono, invece, le donazioni effettuate per banca, posta o altro mezzo tracciabile).

Per tutte le informazioni in merito ti consiglio di consultare:

Paypal per il Non Profit e donazioni ricorrenti

Paypal per le onlus è la strada più facile per ottenere donazioni dal mondo online (sito web e social) ed è anche il modo più facile per tracciare i dati del donatore nonché garantirgli ricevuta fiscalmente valida. Per i donatori questa è la soluzione più facile anche per scegliere donazioni continuative, una volta al mese, con addebito automatico. Questa opzione consente all’associazione di ricevere TUTTI I MESI un contributo economico, il ché comporta il lavorare in maniera più sostenibile, professionale, non più sempre e solo sull’urgenza, l’avere un tesoretto da parte per le emergenze e, non ultimo, la possibilità di agire con programmaticità.

Crowdfunding per il non profit

Il crowdfunding NON è quello che molti volontari fanno “a briglia sciolta”, in autonomia, con un post su Facebook per chiedere l’elemosina online. Il crowdfunding è un’attività seria di raccolta fondi e che prevede una storia da raccontare, una causa, delle remunerazioni per i donatori, un coinvolgimento attivo della community, una rendicontazione ed una compartecipazione.

Esistono delle piattaforme per il crowdfuding, con delle regole precise rispetto alle percentuali trattenute, alle tipologie di contenuti e alla forma che questi contenuti devono avere. Il crowdfunding è un’azione di fundraising limitata nel tempo. In alcuni casi, se la cifra non viene raggiunta, le donazioni ritornano ai donatori, non alla onlus ed è per questo che è molto importante scegliere bene lo strumento prima di avviare campagne e account.

5×1000 per gli animali e l’ambiente

Il 5 per mille (5×1000) è la quota di imposta sui redditi delle persone fisiche che il contribuente, secondo principi di sussidiarietà fiscale, può destinare agli enti non profit iscritti presso l’elenco dei beneficiari tenuto dall’Agenzia delle Entrate e alle iniziative sociali dei comuni.  LA destinazione del 5×1000 avviene nel periodo della Dichiarazione dei Redditi e il cittadino che ha una posizione fiscale può scegliere di inserire il codice fiscale dell’organizzazione nella propria dichiarazione stabilendo che sarà lei a ricevere il suo 5×1000. L’operazione non ha costi per il donatore ma ha un grande beneficio per chi lo riceve.

Possono beneficiare del 5 per mille in particolare:

  • [fino al 2021Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di Promozione Sociale, OnlusFondazioni e Associazioni riconosciute che agiscono negli ambiti delle Onlus;
  • [a partire dal 2022] enti del Terzo Settore  iscritti  nel  registro unico nazionale del Terzo Settore
  • le cooperative sociali me escluse le Imprese sociali di natura societaria
  • ASD con riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, affiliazione a una Federazione sportiva o a un ente sportivo nazionale o a una disciplina, che svolgono attività di avviamento sportivo per minori, anziani over 60 o persone svantaggiate
  • enti che realizzano attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
  • enti gestori aree protette

Per sapere il valore del 5 per mille assegnato ad ogni ente si possono consultare le liste pubblicate annualmente dall’Agenzia delle Entrate: queste liste contengono l’elenco degli enti beneficiari del contributo e sono corredate da importo ottenuto e numero di scelte espresse, oltre che dall’importo proporzionale ripartito dallo Stato in base alle scelte espresse.

Lasciti testamentari

I lasciti testamentari al mondo del volontariato che si occupa di protezione e benessere animale sono una realtà in crescita. Significa che la persona, nel suo testamento, oltre alla legittima di legge per i familiari, può destinare una quota del suo patrimonio ad un’associazione/ ente/ etc.

Quanti cani potresti curare se una cara nonnina ti lasciasse il suo attico in Piazza di Spagna a Roma con l’espressa richiesta di venderlo per saldare tutti i conti veterinari da qui all’eternità dei cani di cui ti occupi?

PER INIZIARE UN PERCORSO SERIO DI FUNDRAISING, SOSTENIBILE SECONDO LA TUA SITUAZIONE, CONTATTAMI AL 3472332842 O SCRIVIMI VIA E-MAIL A [email protected] PUOI FARE MEGLIO E, FACENDO MEGLIO, LAVORERAI CON STRUMENTI PIU’ ADATTI GARANTENDO DI PIU’ AGLI ANIMALI CHE TUTELI!