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Chiara Spadarotto: imprenditrice dopo la violenza

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La storia di Chiara Spadarotto è la storia di un’imprenditrice di successo, che è riuscita a diventare tale dopo aver vissuto molteplici esperienze di violenza. Chiara apre e inaugura la campagna di comunicazione indipendente #NeHoDiritto portando la sua parziale testimonianza come monito per tutte quelle persone che stanno cercando riscatto nel futuro dopo la violenza. Chiara Spadarotto verrà intervistata il 20 novembre alle ore 20:30 nella mia pagina Facebook e tratterà il tema della resilienza emotiva come occasione di crescita professionale.

Imprenditrice dopo la violenza

La storia di Chiara Spadarotto è un grande monito contro il vittimismo, la rabbia senza fine e il pessimismo. Tutti sentimenti che influenzano negativamente i risultati nella vita. Diventare imprenditrice dopo esperienze di violenza è stata una via per riscattare il proprio destino e, per realizzarlo, si sono resi necessari molti anni di analisi, lavoro sulle convinzioni limitanti e sulla proprio auto efficacia e auto regolazione delle emozioni (in particolare quelle negative come stress, tristezza, paura, sfiducia, ansia). Quello che possiamo imparare dalla sua storia è che l’imprenditorialità è un’opportunità a disposizione di tutti purché ci sia la volontà di fare tutto il necessario per affrontare non solo il mercato, i concorrenti e i clienti ma anche se stessi. A volte, infatti, il nemico primario con cui ci si trova a combattere una guerra (talvolta neanche troppo immaginaria), siamo proprio noi. Noi come condensato di aspettative e bisogni, ferite, cicatrici, ricordi, traumi che si attivano in automatico, senza nemmeno la nostra consapevolezza immediata.

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Fiducia, autostima, ambizione positiva, accettazione, rispetto, tolleranza, calma, stabilità, radicamento, confini, diritti. Questi sono solo alcuni degli elementi che servono ad una persona che ha vissuto esperienze di violenza per diventare imprenditrice. L’aspetto umano è ancora più importante quando si esce da bombardamenti mentali fatti di : “Tu non ce la fai”, “Dove credi andare?”, “Chi credi di essere?” oppure ancora “Chi vuoi che ti cerchi?”, “Una come te…. “. Chiara Spadarotto ha lavorato sulle conseguenze prodotte nel suo mindset dall’abbandono e dal rifiuto.

Come si può fare impresa quando, per tantissimi anni, gli anni più importanti della tua vita, sei stata rifiutata e abbandonata, isolata proprio da quegli affetti che risultano vitali per un neonato, un bambino, un adolescente? Lo si può fare agendo sul proprio senso di sé, sul valore umano e professionale. La definizione di confini psichici, la comprensione dei meccanismi di bisogno che agiscono attraverso le scelte. L’onorare le proprie responsabilità, prendendole sempre come esempio e come strada di libertà. Il coraggio di scegliere, di dire di sì e di no è, poi, un altro elemento importante, che si impara diventando autentici. Essere autentici significa correre il rischio di non piacere e di perdere scampoli d’amore perché si alzano veli sui taciuti, sulle bugie, sulle vigliaccherie che compongono un mondo, il nostro mondo.

Le conseguenze delle ferite: chiara spadarotto e l’impresa

Fare impresa sana, gestire bene un team di persone, mantenere una relazione con una persona coinvolta in movimenti societari, avviare debiti e investimenti condivisi e, poi, ritrovarsi da sola nel gestire tutto: queste sono le tematiche portate da Chiara Spadarotto. Ma questi temi sottendono altre abilità comunicative e relazionali importanti:

  • sviluppare una leadership autentica ma non violenta
  • comunicare in maniera chiara le intenzioni
  • riuscire a definire programmi e percorsi per dare un indirizzo al futuro d’impresa
  • essere in grado di separare la relazione d’amore con la relazione professionale
  • pensare al cliente non come persona che “ti deve qualcosa” ma a cui “dare qualcosa”
  • pensare al cliente non come persona che “ti deve dare amore a tutti i costi” ma a cui “dare il meglio di te in un contesto professionale”
  • evitare di farsi raggirare
  • imparare a comunicare il dissenso

Queste sono solo alcune delle abilità che, una donna vittimi di violenza molto probabilmente dovrà imparare per approcciarsi al mondo del lavoro autonomo. Per farlo, Chiara Spadarotto ha scelto la terapia psicoanalitica e le costellazioni familiari. Lo studio individuale e un viaggio in India.

Ogni donna ha la sua strada per ricostruire il senso di sé e il proprio valore: tu cosa stai facendo per raggiungere questo obiettivo? Scrivimi a [email protected] il tuo pensiero, le tue considerazioni o la tua storia.

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